Era nella zona di sicurezza. Tutto quello a cui riusciva a pensare era che cosa avrebbe trovato lì in fondo. Non sapeva chi e cosa lo avesse condotto in quel luogo, ma sta di fatto che si trovava imprigionato in questo corridoio poco illuminato e tappezzato di telecamere che lo osservavano. L’unica cosa di cui era a conoscenza che alla fine avrebbe trovato qualcosa di meraviglioso. Camminava. Era tempestato di strani pensieri. Perdeva i sensi. Si risvegliava sperando che tutto fosse finito, invece era ancora peggio perché si accorgeva che le forze gli venivano meno. Tutto si faceva sempre più buio. Nonostante ciò la voglia di ragiungere la meta lo dominava e assecondava i dolori fisici. Si intravedeva la porta. L’emozione era tanta; finalmente poteva vedere compiuto ciò che voleva. Il percorso sembrava essere sempre più lungo.
Sapeva che non poteva arrendersi ora . Ed ecco che improvvisamente riesce ad afferrare la maniglia e ad aprire la porta . Una luce abbagliante esce dalla fenditura . Contrariamente a quanto pensava, non vi era nulla di meraviglioso in quel luogo . Ansimando cade a terra privo di forze .
Emanuele Candotti / Liceo scientifico “Galileo Ferraris” - IV D / Torino