mag
14
2012

Uno per venticinque: i vincitori

Con 1.532 voti, “Il cacciatore di Aquiloni” di Khaled Hosseini è il vincitore di UNO PER VENTICINQUE, l’iniziativa di Adotta uno scrittore in omaggio al XXV anniversario dalla nascita del Salone del libro.
Il libro, votato dagli utenti del blog di Adotta uno scrittore, è stato scelto come ‘maggiormente significativo degli ultimi venticinque anni’ da tre delle scuole che hanno partecipato all’edizione Adotta uno scrittore 2012: l’Istituto Denina di Saluzzo, il Liceo Scientifico Peano di Tortona e l’Istituto Giobert di Asti.
Questo risultato è stato poi incrociato con la classifica dei libri proposti dagli scrittori adottati nelle tre scuole: “I sommersi e i salvati” di Primo Levi, proposto da Maurizio Crosetti, adottato dall’Istituto Denina di Saluzzo è risultato il più votato.

Ai ragazzi del Denina va quindi il bellissimo premio finale: una piccola biblioteca comprensiva di tutti i titoli scelti dalle scuole e dagli scrittori che hanno partecipato al progetto.
Tuttavia “Adotta uno scrittore” intende promuovere il più possibile la lettura e lo staff del progetto ha deciso di regalare una seconda biblioteca suddividendola tra il Liceo Scientifico Peano di Tortona e l’Istituto Giobert di Asti.

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mag
14
2012

Marco Tomatis racconta la sua adozione Scuola Jaquerio di Buttigliera Alta

La Redazione ringrazia Marco Tomatis, lo scrittore adottato dalla Scuola Jaquerio di Buttigliera Alta che ci ha inviata il suo contributo per il nostro blog.

Aderisco volentieri all’invito della redazione di “Adotta uno scrittore” e delle insegnanti della Scuola Media Jaquerio di Buttigliera Alta che mi ha felicemente adottato e provo a dare anche il mio piccolo contributo al blog.

Non farò la cronistoria di quello che è stato fatto. Ne hanno già ampiamente parlato i ragazzi della scuola nei loro post, e sicuramente meglio di quanto l’avrei fatto io.

Vorrei soltanto esprimere ancora una volta il mio stupore per come ragazzi di oggi, compagni, anche se più giovani nel mio caso, di quelli che si presentano in migliaia alle selezioni de “Il Grande Fratello” o di altri reality più o meno simili, riescano ad interessarsi ai libri e alla lettura, se guidati con attenzione e cura dai loro insegnanti. Mi convinco sempre di più, anche alla luce della mia esperienza di collaboratore con diverse biblioteche, che in questo settore esistano ancora mille e mille terre incognite da esplorare. A patto di averne la volontà politica e professionale. E ovviamente i soldi.

Certo, probabilmente molti dei ragazzi che hanno partecipato ad “Adotta uno scrittore”, dopo l’iniziale curiosità per cercare di capire chi fossero quei marziani (o venusiane) piombati tra loro a parlare di cose come letteratura, scrittura, parole, non prenderanno più in mano un libro. Le statistiche lo dicono chiaro. La metà dei ragazzi italiani non legge nemmeno un libro all’anno e la spesa media pro capite impegnata per libri non scolastici nel 2009 da parte dei minorenni italiani è stata di 11 virgola qualcosa euro. Pizza, Coca Cola e niente più. A patto che la pizza sia una Margherita, perché se si virasse verso una Quattro Formaggi probabilmente i soldi non sarebbero sufficienti.

Ora, non è necessario che tutti diventino grandi lettori. Come si è sentito dire parecchie volte, l’esserlo non ha mai impedito di diventare anche grandi mascalzoni e, all’opposto, milioni di uomini e donne non hanno mai letto un libro in vita loro sono ugualmente ottime persone. L’importante però è che insegnanti e scrittori continuino a gettare i classici semi. Non si sa se e quando germoglieranno, molti si perderanno, ma qualcuno sicuramente germoglierà, anche se a nessuno è dato sapere quali fiori e frutti ne usciranno fuori.

Sì, d’accordo, qualcuno starà storcendo il naso inorridito di fronte a una immagine così retorica ed usurata, ma la uso volutamente lo stesso, perché nonostante tutto conserva notevole efficacia e un profondo senso di verità.

E proprio per continuare a gettare semi, con i ragazzi di Buttigliera Alta ci sarà un incontro fuori programma il 12 maggio. Non sarò solo però questa volta. Con me ci saranno la mia coautrice Loredana Frescura, a Torino da Perugia proprio per il Salone, Cinzia Ghigliano, illustratrice di “Ti volio bene. Diario di Marvi dislessica innamorata”, uno degli ultimi libri realizzati assieme, e Cecilia Fabbri editor e curatore della collana Macramè della Loescher in cui il libro è stato inserito. Tutti insieme cercheremo di parlare della intera filiera del libro. Per l’occasione la Loescher donerà ai ragazzi partecipanti a “Adotta uno scrittore” una copia digitale del libro.

L’iniziativa acquista poi maggior valore se si pensa che al sabato la scuola media “Jacquerio” è chiusa e i ragazzi parteciperanno all’incontro in un giorno di vacanza.

Tutto questo però non sarebbe potuto essere realizzato senza il lavoro delle insegnanti. E proprio per loro, Marica Scattarelli e Marina Bruno, e per tutti gli insegnanti che, nonostante lo sfacelo in cui si sta precipitando la scuola pubblica, curano ancora l’amore per la lettura e la narrazione, mi permetto di trascrivere il brano di un grande scrittore, Amos Oz, che racconta della maestra dei suoi otto anni e dove scuola e letteratura appaiono meravigliosamente compenetrate .

“A volte, quando era già finita la mattinata di scuola, in un’ora in cui la classe della maestra Isabela era già a casa da un pezzo, .. solo noi, dimenticati dal mondo, eravamo ancora sotto le ali della maestra Zelda e delle sue storie, piegati verso di lei sul banco per non perdere nemmeno una parola , finchè una mamma preoccupata, con il grembiule intorno alla cintola, si presentava sulla soglia, le mani sui fianchi. Aspettava dapprima con impazienza e poi con uno stupore che si faceva via via curiosità, come se in quel momento anche quella madre fosse tornata una bambina sbalordita. Tutta orecchi come noi, pur di non perdere il finale della storia della nuvola smarrita, la sola nuvola d’oro al mondo il cui manto s’era impigliato nei raggi di una stella d’oro”.

E cito questo brano perché io ho avuto la fortuna di avere una maestra così. E ancora oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, non smetto di ringraziarla.

 Marco Tomatis

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mag
14
2012

Messaggi per l’albero di Falcone

 

Lavoro prodotto dai due gruppi classe – sezione 1 e 2 dell’Istituto Penale per i Minorenni “Ferranti Aporti” di Torino – tratto dalla lettura di “Per questo mi chiamo Giovanni” di Garlando

Falcone è stato un uomo coraggioso, ha lasciato a tutti un ricordo doloroso e forte della sua lotta per liberare la Sicilia dalla mafia.

Sadek 

Falcone è stato un uomo giusto che ha fatto la cosa giusta, si è fatto ammazzare ma non si è arreso.

Un uomo così merita rispetto.

Per me che sono un ragazzo che in questo momento si trova in carcere, la sua storia mi dice che non bisogna avere paura di nessuno, soprattutto dei prepotenti.

Anch’io mi farei ammazzare per una cosa giusta, come difendere il mio Paese.

Pasquale

Per me Falcone è stato un uomo molto coraggioso e forte che ha dato la vita per il suo Paese.

Cristian 

Falcone è stato coraggioso ma non doveva farsi uccidere.

Lui sapeva a cosa andava incontro e a un certo punto avrebbe dovuto fermarsi. Sapeva che pur catturando tanti mafiosi questi si rigenerano sempre e prima o poi lo avrebbero ammazzato.

Robert

Sapevi che sarebbe arrivato quel giorno e con te tanti uomini coraggiosi . quel giorno sarà per la mafia l’inizio della fine.

MASSIMO DA MILANO

Tu vivi ancora nei cuori della gente che con te ha ritrovato la speranza e la speranza continuerà a combattere la mafia.

MASSIMO DA MILANO – FERRANTE APORTI DI TORINO 20.03.2012 

Sei una persona molto coraggiosa, hai dato la tua vita per altre vite, ma chissà se qualcuno avrebbe dato la sua per te.

LUCA – FERRANTE APORTI 2012 

La mafia uccide le persone, ma non le idee.

GABRIEL 

Sei morto ingiustamente stavi facendo il tuo lavoro io che sono imputato anche se condannato non mi vendicherei del giudice.

(ragazzo cinese al Ferrante Aporti)

Mi dispiace per quelli che sono morti uccisi dalla mafia.

CRISTIAN – TORINO 18.04.2012

 

Tu sei stato un uomo che sempre avuto la “pazzia” di distruggere la mafia.

DANIEL – FERRANTE APORTI – TORINO 2012

Tu hai avuto il coraggio di fare ciò che io non avrei fatto.

Un ragazzo del Ferrante Aporti

 

 

 

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mag
06
2012

Nuova scadenza per votare: 8 maggio 2012 ore 12.00

La Redazione comunica che la nuova data utile per votare è l’8 maggio 2012 alle ore 12.00, per dare il tempo allo Staff del progetto di analizzare i voti, numerosissimi, e per i quali vi ringraziamo, e per poter assegnare la biblioteca. Rimanete connessi e, soprattutto, iniziate il riscaldamento: la giornata finale del 14 maggio , con il doppio appuntamento (parte prima ore 11.30   e parte seconda alle 13.00 ), al Salone è dietro l’angolo!

 

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mag
01
2012

Alla Jaquerio Marlen Pizzo legge Marco Tomatis

La Redazione ringrazia per le foto e per il resoconto del terzo incontro di Tomatis con le classi 3^C (prof.ssa Marica Scattarelli) e  2^D (prof.ssa Marina Bruno). Con letture di Marlen Pizzo, che ha accompagnato Tomatis con delle letture nell’incontro.

Marco Tomatis e Marlen Pizzo alla Jaquerio di Buttigliera AltaMatinée d’eccezione giovedì 26 aprile al Teatro della Jaquerio di Buttigliera Alta. Alle 11 abbiamo preso posto sulle soffici poltroncine di velluto, guidati da impeccabili maschere verso i posti numerati. In sottofondo, in un primo momento, si sentiva il solito brusìo che precede tutti gli spettacoli teatrali e, quando si sono abbassate le luci, la sala è piombata nel silenzio più assoluto. Ottanta occhi si sono automaticamente diretti verso il sipario mentre un occhio di bue proiettava il suo cerchio luminoso sul sipario: si è diffusa un’arietta ritmata, i pesanti tendoni rossi si sono aperti e, incastonata nella luce di un proiettore, è apparsa sulla scena lei, la protagonista della mattinata: Marlen Pizzo.
Ad essere sinceri non è andata proprio così o, per meglio dire, non tutto si è svolto nel modo descritto.

Era il 26 aprile, al mattino. Il teatro era la nostra solita scuola, la sala adibita allo spettacolo era la consueta aula destinata agli incontri di “Adotta uno scrittore”, scomodi sedili di legno sostituivano le poltroncine imbottite e le maschere erano le nostre prof.sse Bruno e Scattarelli, che ci indicavano i posti in base alla nostra statura e stazza. Non c’erano né musica né sipario né sofisticati diffusori di luce, ma la comune porta e le fredde luci al neon al soffitto. Il brusio sì, quello c’era, come pure l’attesa, tanta e nervosa.

Marco Tomatis e Marlen PizzoQuando la Pizzo, l’attrice prima donna, ha fatto la sua comparsa sulla soglia non aveva affatto l’aria da diva che molti di noi avevano immaginato. Avanzava verso di noi una ragazza giovane, capelli scuri raccolti sulla nuca, occhiali da vista, non un filo di trucco, pantaloni e blusa neri, stivaletti corti e calze di lana spessa. Sembrava una di noi. Ci siamo rilassati. Lei ci ha guardati incuriosita e con un sorriso materno e rassicurante stampato sulla faccia. Dopo le presentazioni fatte dal regista dell’evento, Marco Tomatis, lo spettacolo ha avuto inizio.

L’attrice ha letto diversi brani tratti da alcuni dei libri già editi di Tomatis, come Checco detto finocchio si salvò, Luna nella foto, Le cose che non sai di me, Un anno dopo l’amore, e in anteprima assoluta, ha letto anche alcune pagine di due prossime new entry in libreria: Che ne sai tu dell’amore e Ti volio tanto bene.

Durante la sua performance l’attrice è rimasta all’impiedi, ferma al suo posto, diritta, limitando molto la gestualità, ma le espressioni del viso e l’espressività della voce erano potenti e formidabili. Ci ha colpiti la pronuncia chiara, la dizione perfetta, il procedere sicuro nella lettura, senza incespicare, l’uso sapiente delle pause, sempre fatte al momento giusto, per farci tirare il respiro e creare l’attesa del dopo. Superlativa è stata la voce che, a seconda delle situazioni, si faceva cristallina, acuta, roca, profonda, cavernosa, suadente, sempre pronta ad alternare volumi, toni e ritmi. Il suo modo di leggere, espressivo e ricco di sfumature, ha saputo far materializzare i personaggi davanti ai nostri occhi al punto che ne percepivamo chiaramente gli stati d’animo, i pensieri, gli umori, le intenzioni. Non solo sembrava che Marlen e i personaggi fossero un tutt’uno, come se le vicende lette stessero accadendo proprio a lei, ma l’attrice ci ha anche quasi ipnotizzato e, facendoci nascere nuove emozioni, ci ha trasportato nel mondo descritto dall’autore. Molti di noi, infatti, hanno chiuso gli occhi per immedesimarsi meglio nella situazione o nel personaggio presentati. Quasi tutti ci siamo sentiti ora Enrico ora Even ora Rocco ora Luna ora Michele ora Angelo e tutti abbiamo vissuto la vicenda che ruota attorno o a una supplente ottusa o al lancio di un uovo o al risveglio da un coma.

Le due ore, però, non sono state occupate da una sequela ininterrotta di letture. Prima di ogni pezzo Tomatis ci ha inquadrato le situazioni che gli hanno dato lo spunto per i vari episodi. Si trattava o di esperienze, anche buffe e quasi al limite dell’immaginabile, vissute dall’Autore in prima persona, o di sue letture. Con questo, ancora una volta, Tomatis ha voluto farci capire che le idee sono attorno a noi e che uno scrittore deve essere pronto a incamerarle per utilizzarle al momento opportuno.

Anche l’attrice, notando la nostra intensa partecipazione, ci ha spiegato che un artista, nel leggere, deve immaginare la scena e calarsi nel personaggio a cui dà voce per dare colore alla lettura e con l’immaginazione deve saper rappresentare anche i suoni, i rumori, le varietà cromatiche della parola perché  possa riportarli all’esterno e avvincere l’ascoltatore.

Scuola Jaquerio Buttigliera AltaÈ superfluo ricordare che ogni lettura è stata seguita da applausi a scena aperta. All’incontro, come ospiti d’onore, erano presenti anche la Dirigente Scolastica e l’Assessore all’Istruzione del Comune di Buttigliera. A conclusione dell’incontro, abbiamo regalato a Tomatis – in ricordo dell’attività svolta – un fascicolo contenente dei nostri brevi saggi narrativi, mentre lo scrittore ha lasciato alla Biblioteca della scuola alcune sue opere. Alla fine della giornata ultima fatica per Tomatis: si è sottoposto di buon grado a firmare e personalizzare le dediche sui nostri libri, con l’aiuto di Marlen Pizzo.

Il 12 maggio, presso la Sala Consilare del nostro Comune, incontreremo con il nostro scrittore anche  Loredana Frescura, che ha espresso il desiderio di conoscerci. L’incontro è stato favorito dalla Casa editrice Loescher che, per l’occasione, distribuirà a noi che abbiamo partecipato ad “Adotta uno scrittore” una stampa digitale del nuovo libro di Frescura – Tomatis, Ti volio tanto bene.

In questo modo non adottiamo solo uno scrittore, ma ben due. Quando si dice “prendere due piccioni con una fava”!

 

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apr
25
2012

Sondaggio uno per venticinque: aperto fino a sabato 12 maggio

Il sondaggio Uno per venticinque è aperto fino a sabato 12 maggio 2012. Potete votare a questo indirizzo. Trovate tutte le informazioni su questo progetto nella pagina dedicata e le scelte dei partecipanti nella sezione dedicata al progetto. Ricordo a tutti i lettori che ell’incontro finale al Salone, il 14 maggio 2012, verrà svelato l’esito delle votazioni e la classe che avrà espresso il titolo vincitore sarà premiata con una piccola biblioteca comprensiva di tutti i titoli scelti, sia dagli scrittori che dagli studenti.

Quale dei libri elencati è il migliore degli ultimi 25 anni?

  • “Il cacciatore di Aquiloni” di Khaled Hosseini (46%, 1.532 Votes)
  • "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare"di Luis Sepúlveda (37%, 1.253 Votes)
  • "L’ ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón (9%, 289 Votes)
  • "Harry Potter e la pietra filosofale" di  J. K. Rowling  (3%, 105 Votes)
  • "I sommersi e i salvati" di Primo Levi (2%, 72 Votes)
  • "Cigni selvatici. Tre figlie della Cina" di Jung Chang (1%, 31 Votes)
  • "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D’Avenia (0%, 13 Votes)
  • "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano (0%, 8 Votes)
  • “La Strada” di Cormac McCarthy (0%, 7 Votes)
  • "Io non ho paura" di Niccolò Ammaniti (0%, 6 Votes)
  • "L’eleganza del riccio" di Muriel Barbery (0%, 5 Votes)
  • "Il codice da Vinci" di Dan Brown (0%, 5 Votes)
  • "Nel mare ci sono i coccodrilli" di Fabio Geda (0%, 4 Votes)
  • "Qualcuno con cui correre" di David Grossman (0%, 4 Votes)
  • "Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini (0%, 4 Votes)
  • "Cecità" di José Saramago (0%, 3 Votes)
  • "Watchmen" di Alan Moore (0%, 3 Votes)
  • "Dio la benedica, dottor Kevorkian! " di Kurt Vonnegut (0%, 3 Votes)
  • "Persepolis" di Marjane Satrapi (0%, 3 Votes)
  • "Gli esordi" di Antonio Moresco (0%, 2 Votes)
  • "Un uomo così. Ricordando mio padre" di Agnese Moro (0%, 2 Votes)
  • "Come sasso nella corrente" di Mauro Corona (0%, 2 Votes)
  • "GGG" di Roald Dahl (0%, 1 Votes)
  • "Le mosche del capitale" di Paolo Volponi (0%, 1 Votes)
  • "Marinai Perduti" di Jean-Claude Izzo (0%, 1 Votes)
  • "Libra" di Don DeLillo (0%, 1 Votes)
  • "I quasi adatti" di Peter Høeg (0%, 1 Votes)
  • "Imparare Democrazia" di Gustavo Zagrebelsky (0%, 1 Votes)
  • "Il Libro degli abbracci" di Eduardo Galeano (0%, 0 Votes)
  • "Il Codice dell’Anima"di James Hillman (0%, 0 Votes)
  • "Una storia d’amore e di tenebra" di Amos Oz (0%, 0 Votes)
  • "Gli occhi di Mr Fury" di Philip Ridley (0%, 0 Votes)
  • "Vergogna" di J. M. Coetzee (0%, 0 Votes)
  • "Rondini sul filo" di Michele Mari (0%, 0 Votes)
  • "BOOM" di Mark Haddon (0%, 0 Votes)
  • "Interviste I e II" di Hans Ulrich Obrist (0%, 0 Votes)
  • "Il libro rosso" di Carl Gustav Jung (0%, 0 Votes)
  • "Le sei reincarnazioni" di Ximen Nao (2%, 0 Votes)

Voti totali: 3.362

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apr
25
2012

Andrea Tarabbia adottato dall’IIS Volta di Alessandria. Di Andrea Tarabbia

La Redazione è felice di pubblicare un resoconto dell’adozione finalmente dalle parole di uno scrittore! Spero tanto che gli altri scrittori adottati seguano l’ottimo esempio. Ringraziamenti sinceri dunque ad Andrea Tarabbia e a Fabio Ferrero per la foto, che pubblichiamo a corredo. Buona lettura a tutti!

Andrea TarabbiaSono stato “adottato” dalle professoresse Maria Luisa Gambetta e Antonella Ugo e dagli studenti di due terze dell’istituto IIS Volta di Alessandria: al momento, ho fatto solo due dei tre incontri previsti, perché – per via delle vacanze di Pasqua, dei miei impegni e di quelli delle classi – siamo stati costretti a saltare il mese di aprile. Ci troveremo per un’ultima chiacchierata il 4 maggio, proprio a ridosso dell’incontro corale al Salone del libro. L’istituto Volta non è la prima scuola in cui mi capita di parlare e – spero – non sarà l’ultima: la cosa più grande e più bella che mi è capitata da quando è uscito il mio ultimo libro è proprio il fatto che ho avuto occasione di andare a incontrare i ragazzi delle scuole. Visti il tema e i toni del Demone a Beslan – che non è certo un romanzo per adolescenti – per me riuscire a entrare in contatto con gli studenti è una specie di regalo e una sorpresa. Sono francamente convinto che, se ha senso per uno scrittore andare a parlare in pubblico, è per parlare con loro: solo insieme ai ragazzi si può vedere il futuro (e il futuro, come il passato, è un tempo fondamentale per uno scrittore), solo con i ragazzi ci si può mettere a nudo, raccontare il proprio mondo senza filtri e sentire le loro voci che reagiscono e raccontano il loro; al tempo stesso, nonostante la mia età anagrafica, quando sono in classe mi succede spesso di sentire di farne parte: è come se le cose che facevo, pensavo e fantasticavo al liceo fossero oggi fatte, pensate e fantasticate dalle persone che mi stanno sedute davanti. Ci sono, tra il me stesso di 20 anni fa e loro, delle differenze che sono soprattutto di linguaggio, di slang e di educazione alla multimedialità: tutto il resto, però – le illusioni, la meraviglia, la curiosità, il candore, i sogni, la purezza, la noia – apparteneva (e per certi versi appartiene ancora) anche a me. Per questo, non sento di aver nulla da spiegare o da insegnare, ma posso solo mostrare quello che mi sembra di aver capito da quando non ho più la loro età.

Va da sé che con i ragazzi di Alessandria il rapporto che ho instaurato è speciale: ci siamo visti due volte, di molti di loro ormai conosco i nomi e le aspirazioni; abbiamo anche organizzato, la sera prima del secondo incontro, una pizzata a cui hanno partecipato i ragazzi che potevano, e mi pare di capire che la sera del 3 maggio faremo ancora qualcosa tutti insieme. Essendo di terza, i ragazzi hanno grossomodo 17 anni – sono cioè molto giovani: c’è tra di loro un lettore molto forte, qualcuno che sa come si maneggia un libro, qualcun altro che sta cominciando a interessarsi alla letteratura. Non ho la presunzione di credere che qualche ora passata insieme a me possa avvicinare tutti loro alla letteratura – non è questo il mio obiettivo, del resto – però mi sembra che più o meno tutti siano interessati agli argomenti che propongo o che saltano fuori nella discussione, e che, in generale, siano molto coinvolti quando parliamo di qualche forma di narrazione. Mi piacerebbe che passasse il concetto che tutto è, o può essere, una narrazione, e che la letteratura non è che una delle declinazioni possibili (benché la più nobile) con cui gli uomini si raccontano delle storie.

Andrea TarabbiaHo cercato da subito di non pormi come “lo” scrittore (non sento del resto di essere quel “lo”), ma semplicemente come uno un po’ più vecchio di loro che ha fatto delle cose e che ha qualcosa da raccontare sul mondo delle parole. Sono stato molto contento del fatto che tutti, da subito, mi abbiano dato del tu e non abbiano provato imbarazzi quando facevo loro delle domande o chiedevo di raccontare a me e alle classi qualcosa che li riguardava. C’è spesso un’idea sacrale, impettita della letteratura e di chi la fa, ci sono una distanza e una deferenza che io amo demolire: nel primo incontro, infatti, abbiamo parlato della figura dello scrittore, ci siamo confrontati su chi è e che cosa fa. Umanizzare una forma di espressione è un modo per renderla vicina a chi ascolta. Ho sempre notato che i ragazzi sono molto interessati alla vita quotidiana di uno che scrive libri, ma ne hanno un’idea romantica e, in generale, sopravvalutano i lati economici. Rimangono per questo molto stupiti quando gli si racconta che lo scrittore è una persona normale, che solo in rari casi non è costretto a fare un lavoro qualunque per mantenersi. Credono che l’aver pubblicato un libro, magari con una casa editrice importante, sia qualcosa che cambi la vita in tutti i sensi e dia denaro, popolarità e la possibilità di vivere di ciò che si scrive. Ho raccontato loro la mia vita quotidiana, il mio lavoro di precario nel mondo editoriale: c’è stata anche l’occasione di spiegare come nasce un libro, come funziona la filiera editoriale, di parlare delle professioni del libro. Ci sono dei lavori, nel mondo editoriale, che i ragazzi non conoscono e nemmeno sospettano, ed è molto bello raccontarglieli.

Andrea Tarabbia in classeIl secondo incontro è ruotato attorno alle scelte fatte per Uno per venticinque: appartenendo a due classi distinte, in origine i ragazzi avevano scelto due titoli, Il codice Da Vinci e il primo Harry Potter. Dovendo proporre un libro solo, hanno optato per il primo. Ho avuto la sensazione che solo pochi avessero letto i libri, ma che più o meno tutti avessero visto i film. Ho chiesto a ciascuna classe di esporre le motivazioni della loro scelta: quasi nessuna verteva sulla letterarietà delle opere. In un certo senso, la chiacchierata è stata impostata sul tema “Che cosa fa di un libro un buon libro” e sulle ragioni per cui non è detto che un libro di successo sia anche bello.

Nel prossimo incontro mi piacerebbe parlare della lettura e di come uno scrittore sceglie le parole, il tono e il punto di vista con cui racconta una storia. Vorrei leggere dei brevissimi estratti da libri che amo e spiegare perché li amo. Come nei primi incontri, vorrei continuare a tenere il più possibile lontano dal discorso i miei libri: non li hanno letti (non ho chiesto che lo facessero), e non mi interessa annoiarli con i fatti miei o parlando di cose che non conoscono; mi interessa fare un percorso su che cos’è un libro, che cosa vuol dire avere a che fare con esso e perché è bello e, nonostante tutto, ancora necessario, dedicare alcune ore della propria vita alla parola scritta.

Andrea Tarabbia

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apr
25
2012

Enrico Pandiani al Liceo Enrico Fermi di Arona

Ringraziamo l’insegnante Alice Pomè del Liceo Enrico Fermi di Arona,  classi 4B e IIB, che ci ha inviato le foto fatte nei due incontri con Enrico Pandiani.

Enrico Pandiani Liceo Fermi Arona

Studenti del Liceo Fermi di Arona

Enrico Pandiani Arona

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apr
25
2012

Luca Scarlini all’Istituto Superiore Primo Levi di Torino

Le foto di Luca Scarlini all’Istituto Superiore Primo Levi di Torino. Luca è uno scrittore davvero particolare e simpatico, come potete constatare dalle immagini. Originalità, acume  e sapere lo caratterizzano. Tutti i partecipanti avranno il piacere di conoscerlo all’incontro finale di Adotta uno scrittore in programma la Salone il 14 maggio 2012

 Luca Scarlini

 Luca Scarlini

Luca Scarlini

 

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apr
25
2012

Emiliano Poddi alla Comunità “Il Chiodo” di Cuneo

Emiliano Poddi alla comunità Il Chiodo di CuneoNon solo scuole in senso stretto adottano i nostri scrittori ma c’è anche una sezione speciale. Dal 2009 Adotta uno scrittore è entrato anche nelle carceri: il primo carcere ad adottare uno scrittore è stato il Ferrante Aporti di Torino. Non è cosa di tutti i giorni che le porte del carcere si aprano per fare entrare un perfetto sconosciuto nei suoi corridoi interni, negli uffici degli agenti e in quella stanza con le carte geografiche appese alle pareti che chiamano scuola e che come tutte le scuole è frequentata da ragazzi e insegnanti. Per saperne di più su questa parte del progetto trovate una pagina dedicata su questo blog, a questo indirizzo. Quest’anno partecipa anche la comunità il Chiodo di Cuneo che ha adottato lo scrittore Emiliano Poddi. Sotto trovate alcune (splendide) foto per cui ringraziamo Fabio Ferrero, il regista del documentario per i dieci anni di Adotta uno scrittore.

Emiliano Poddi alla comunità Il Chiodo di Cuneo

Emiliano Poddi alla comunità Il Chiodo di Cuneo

Quest’anno

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